(ph. credit: Davide Dutto)

IL CIBO. RICETTE DAL CARCERE

Bergamo, marzo – aprile 2007

a cura di
Associazione Millepiani
Ufficio Pace del Comune di Bergamo
Condotta Slow Food Valli Orobiche

all’interno del progetto Non solo carcere per assicurare la giustizia
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Come indagare una realtà opaca come quella del carcere? Quale prospettiva scegliere? Dove cercare elementi porosi in un tutt’uno omologante, violento e spersonalizzante, come quello di un braccio carcerario? Proponiamo un percorso di narrazione sul mondo del cibo in carcere, un ricettario delle possibilità di soggettivazione e libertà che la preparazione di un piatto può ancora permettere.
con Michele Marziani, Davide Dutto, Emilia Patruno
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PROGRAMMA

Lunedì 26 marzo, ore 21 c/o Porta S. Agostino
presentazione di
IL GAMBERO NERO. RICETTE DAL CARCERE
di Michele Marziani e Davide Dutto
(Derive Approdi)

Un libro fotografico e un ricettario per raccontare la vita quotidiana dei detenuti di un carcere piemontese. In un universo di privazione, anche e soprattutto dei sensi, come quello carcerario, il cibo diventa un momento in cui affermare i propri gusti e il proprio saper fare. Nel quotidiano di un detenuto, la preparazione del cibo, la sua condivisione e la continua reinvenzione di ricette diventano un modo per ricordare gli affetti, trasmettere agli altri una conoscenza pratica, condividere una frazione di piacere. In qualità di operatori sociali, Davide Dutto e Michele Marziani hanno trascorso più di un anno nel carcere di Fossano. Hanno varcato le porte delle singole celle e hanno ascoltato, osservato e aiutato i detenuti intenti alla preparazione del loro cibo. Il risultato è un ricettario «galeotto» nel quale confluiscono piatti, sapori e metodi di preparazione provenienti da tutto il mondo. Perché internazionale è la composizione della popolazione oggi reclusa nelle carceri italiane. Oltre cento immagini straordinarie che hanno per tema la cucina. Le accompagnano didascalie che raccontano abitudini, rivelano aneddoti e curiosità, ricordano storia e provenienza dei personaggi ritratti in questo libro.

Lunedì 2 aprile, ore 21 c/o Porta S. Agostino
presentazione di
AVANZI DI GALERA. LE RICETTE DEI POCO DI BUONO
di Associazione il Due
(Guido Tommasi Editore)

Si parla spesso dell’arte di arrangiarsi o del recupero degli avanzi, e lo si farà anche in questo libro. Ma gli avanzi, a San Vittore, sono un’altra cosa. La “sbobba” che passa l’Amministrazione è quella che è. Si cucina su un unico fornelletto da campeggio. La cucina è anche il bagno. La spesa si può fare all’interno del carcere, ma la qualità è quella che è, e comunque non tutti possono permettersela. Si possono ricevere quattro “pacchi” al mese con generi alimentari e vestiti per un peso complessivo mensile di venti chili, ma niente frutta verdura, cibi confezionati o acquistabili alla spesa interna. Niente alcool naturalmente. E comunque c’è chi non ha nessuno e il pacco se lo sogna. Tutto è quello che è, ma la necessità aguzza l’ingegno, bisogna arrangiarsi. Nel luogo dove tutto è vietato la cucina è permessa. Non sono ammesse posate di acciaio, e c’è chi se le inventa facendo esplodere le bombolette del gas per utilizzarne la lamiera. Se ti trovano un coltello ti fanno rapporto. Si può anche costruire un forno rivestendo con la carta stagnola due cassette, ma si rischia di incendiare la cella. C’è chi si è costruito un frigo con l’acqua corrente collegata ad una serie di bottiglie di plastica, ma poi una notte si è allagata la cella e anche i piani inferiori del braccio. Mille e trecento detenuti per una capienza massima di ottocento persone. Cose dell’altro mondo, un mondo dove un sugo senza carne sa di carne, e tanto basta per immaginare tutte le altre ricette, dove l’ingrediente mancante è sostituito, dove il procedimento ordinario è reinventato, dove la solidarietà può fare miracoli.