IL DESIDERIO MANCATO DIETRO LA VIOLENZA MASCHILE

22 maggio 2008

Lezione tenuta da Pietro Bianchi e Matteo Cavalleri
all’interno del Laboratorio “Pari opportunità e analisi di genere”
Facoltà di Giurisprudenza Università di Bergamo
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Il desiderio è ciò che viene sacrificato nelle forme contemporanee delle relazioni sessuali deprivate dalla mediazione dell'Altro, e quindi strutturalmente masturbatorie e in definitiva solitarie, e forse abitate perfino da una vena di disperazione. Forse c'è molto di questo nel fantasma di appropriazione del corpo femminile che sta dietro le violenze sessuate. E c'è molto di un immaginario affollato dal boom dei rapporti con le prostitute di maschi di ogni dove, dei matrimoni fatti per procura in Tailandia, a Cuba, nell'Europa dell'Est: tutte manifestazioni di un desiderio che ha paura di aprirsi all'Altro e trova la scorciatoia nella mediazione del denaro o nelle relazioni telematiche. Quanto ha di propriamente «maschile» questa forma della soggettività, e quanto invece è sempre più trasversale, disincarnata come la sessualità che la connota? Ogni movimento che voglia mettere a tema il desiderio (e tutti i movimenti lo fanno, esplicitamente o no) non può non focalizzare innanzitutto la soggettività sessuale. Partendo ciascuno da sè, se questa formula non significa la rinuncia a ogni universale ma l' implicazione soggettiva nell'oggetto del proprio discorso. Di che forma di soggettività vogliamo farci portatori come uomini e donne che incarnano la strutturale asimmetria della differenza sessuale? Forse, per ri-pensare politicamente queste domande, dovremmo farci aiutare dalla psicoanalisi, gettandola nei sentieri tortuosi dell'immaginario collettivo.